Nasce a Madrid la prima fabbrica d’organi bioartificiali del mondo.

Posted on 4 novembre 2010

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L’ospedale Gregorio Marañón di Madrid ha presentato il primo laboratorio specializzato nella fabbricazione di organi bioartificiali. Il laboratorio funziona già da due settimane ed è il primo al mondo specializzato nella creazione di organi umani, attraverso l’utilizzo di strutture organiche “inseminate” con le cellule madre adulte dei pazienti.

Le presentazione del laboratorio, che fa parte del progetto internazionale SABIO è stata presieduta dal direttore dell’ONT – Organización Nacional de Trasplantes (l’organizzazione nazionale spagnola di trapianti), Rafael Matesanz, dalla ministra Cristina Garmendia (Scienza ed Innovazione) e dalla presidente della Comunità di Madrid, Esperanza Aguirre.

Il procedimento innovatore messo a punto dall’equipe di medici di Madrid consta nell’“eliminare tutto il contenuto cellulare dell’organo di un donante cadavere – ha spiegato Francisco Fernández Avilés, coordinatore del progetto e capo del Servizio di Cardiologia del centro madrileño – mantenendo però intatta la struttura tridimensionale dello stesso, includendo valvole e vasi, la cosiddetta matrice”.

Una volta realizzato questo processo, le strutture organiche donate potranno essere immagazzinate e conservate durante mesi. Quando verrà richiesto un organo per un trapianto, tali matrici saranno semplicemente “inseminate” con cellule madre adulte del paziente. Le strutture organiche, che contengono proteine come il collagene e la fibrina, indurranno e guideranno quindi la proliferazione, la distribuzione e la specializzazione delle cellule madre, sviluppando così un nuovo organo.

La nuova tecnica rigenerativa è stata provata con successo solo su animali di piccole dimensioni ma, grazie alla collaborazione del laboratorio spagnolo con l’equipe di studiosi dell’Università del Minnesota (USA), guidato dalla dott.ssa Doris Taylor, si sta lavorando ad un trapianto di cuore su di un maiale, previsto per il prossimo anno.

Il primo trapianto di un organo bioartificiale su esseri umani potrà avvenire tra circa cinque/dieci anni, come affermano gli esperti medici, però già entro la fine di quest’anno si potrà raggiungere l’obiettivo di “creare un pezzetto di cuore che batte” – ha affermato il dott. Avilés.

Ad oggi, nel laboratorio di Madrid, sono stati “svuotati” del proprio contenuto cellulare già otto cuori e si sta lavorando sul nono. Sono tutti organi che non potrebbero essere utilizzati per un trapianto convenzionale ma da cui si possono ricavare matrici intatte da inseminare!

“Il processo di svuotamento avviene in tre/quattro giorni – afferma il cardiologo Avilés – mentre la ricellulizzazione dell’organo, una volta identificato il recettore, può realizzarsi in un paio di mesi, sebbene la durata di entrambi gli interventi dipende dalle dimensioni dell’organo”.

Sembra fantascienza ma non lo è. La medicina sta facendo grandi passi in avanti e dalla costruzione di cuori bioartificiali (l’organo più difficile da ricostruire, come ha sottolineato il coordinatore medico del progetto), seguirà la fabbricazione di altri organi come fegato, polmoni e pancreas.

“Grazie al fatto di condividere meno del cinque per cento del DNA con la matrice donata, le cellule madre del paziente non vengono riconosciute dal recettore come estranee, bensì come proprie – conclude Fernández Avilés – in questo modo si risolverà uno dei più grandi problemi legati al trapianto d’organi ovvero il rigetto dei tessuti”.

Attualmente, con le tecniche di trapianto convenzionale, il 50% delle persone a cui è stato trapiantato un cuore nuovo, ha una speranza di vita inferiore ai dieci anni, senza tener conto dell’eventuale rigetto od alla conseguente nascita di tumori ed infezioni.

Grazie al laboratorio biomedico di Madrid, speriamo che chi stia aspettando un organo nuovo, non debba farlo per molto tempo ancora.

Matteo Vitiello

Posted in: SCIENZA, SHOCK! News