Guerra Corea: arrivano 6.000 Marines e 75 aerei da guerra U.S.A.

Posted on 24 novembre 2010

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24 novembre 2010. La portaerei americana George Washington (foto, ndr.) ha lasciato la base navale giapponese di Yokosuka, con seimila uomini d’equipaggio e 75 aerei da guerra a bordo. Nelle prossime ore la portaerei si posizionerà al largo della costa occidentale della Corea del Sud, per svolgere esercitazioni di guerra, il cui inizio è previsto per questa domenica 28 novembre e durerà, secondo le fonti ufficiali, fino al prossimo mercoledì. “This exercise is defensive in nature – ha affermato la US Forces Korea – while planned well before yesterday’s unprovoked artillery attack, it demonstrates the strength of the ROK (South Korea)-U.S. alliance and our commitment to regional stability through deterrence”.

La Cina non è contenta di questa presa di posizione degli Stati Uniti e, attraverso le parole di Xu Guangyu, ex-generale dell’Esercito Popolare di Liberazione (le forze armate della Repubblica Popolare Cinese, ndr.), ha dichiarato: “China will not welcome the U.S. aircraft carrier joining the exercises, because that kind of move can escalate tensions and not relieve them […]. Our biggest objective is stability on the Korean peninsula. That interest is not served by abandoning North Korea, and so there’s no need to rethink the basics of the relationship”.

Il presidente USA Barack Obama ed il premier sudcoreano Lee Myung-bak hanno concordato di “innalzare il livello di preparazione per le eventuali prossime operazioni militari congiunte” (Reuters 24/11/10). Il premier del Giappone Naoto Kan ha rivolto un appello alla Cina affinché svolga un ruolo di primo piano nella grave situazione innescata ieri dai bombardamenti della Corea del Nord: “la Cina è in grado di esercitare una forte influenza su Pyongyang e dobbiamo chiederle di unire gli sforzi per contenere le azioni della Corea del Nord”. Naoto Kan ha definito l’attacco nordcoreano “un intollerabile atto di barbarie che minaccia la pace e la stabilità mondiale”. Naoto Kan, Barack Obama e Lee Myung-bak hanno concordato di lavorare come alleati per risolvere l’attuale situazione.

Nel frattempo, la delegazione dell’Unione Europea ha interrotto la sua missione a Pyongyang, “stavamo lavorando per la ripresa del tavolo sulla denuclearizzazione della Corea del Nord – hanno detto i diplomatici UE – abbiamo capito che non ci sono ragioni per la nostra presenza qui a Pyongyang […]”.
In queste ore, il regime nordcoreano sta continuando a trasmettere via radio il comunicato dell’Esercito del Popolo (questo il nome dell’insieme del personale armato militare della Corea del Nord; l’esercito si suddivide in quattro rami: le Forze di Terra, la Marina, l’Aeronautica e le Forze di Sicurezza civili. Secondo il Dipartimento di Stato USA, la Corea del Nord ha la più elevata percentuale di personale militare in rapporto alla popolazione rispetto ad ogni altra nazione del mondo: circa 40 soldati arruolati ogni 1000 cittadini, ndr.), secondo il quale i bombardamenti di ieri sarebbero avvenuti “in risposta a una provocazione del Sud”. L’agenzia ufficiale nordcoreana KCNA (http://www.kcna.co.jp/index-e.htm) ha riportato le seguenti parole degli esponenti dell’esercito di Pyongyang: “le azioni di Seul ci stanno conducendo alle soglie della guerra”. Secondo le forze armate nordcoreane, nella zona obiettivo dei bombardamenti di ieri, l’esercito sudcoreano stava svolgendo esercitazioni militari. Seul smentisce qualsiasi intenzione di attaccare il Nord.

Matteo Vitiello

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